domenica 22 gennaio 2017

DIRITTO DI ABITAZIONE E TRASFERIMENTO RESIDENZA: IMU E TASI

DIRITTO DI ABITAZIONE E TRASFERIMENTO RESIDENZA: IMU E TASI:

Tanti Caf e Patronati - ma anche consulenti fiscali, commercialisti, ecc. - che da sempre fanno dichiarare tutto pro-quota agli eredi del defunto (e cioè sia al coniuge superstite e sia agli eventuali figli), anziché tutto il 100% al solo coniuge superstite (sia ai fini dei redditi irpef e sia ai fini IMU e TASI), come è giusto che sia in quanto lo prevede l'art. 540 del C.C., leggessero ed imparassero, già in passato ho scritto in merito (Verba volant, scripta manent!):

mercoledì 21 settembre 2016

VOGLIAMO LAVORO ED INVESTIMENTI IN CALABRIA, UNICA NOSTRA SALVEZZA! RESOCONTO DELLA PROTESTA DI LUNEDI 19 SETTEMBRE 2016 E PROPOSTA PER CREARE LAVORO DIGNITOSO...

Lunedi 19 settembre abbiamo fatto una protesta alla Cittadella regionale in C.da Germaneto di Catanzaro (regione Calabria, assessore al lavoro Federica Roccisano) per chiedere il rispetto dei nostri diritti di Lavoratori in Mobilità in Deroga calabresi (sia come spettanze economiche, siamo fermi, Vergogna Calabria!, al 31 luglio del 2014: under 36 mesi alla data del 1° gennaio 2014, e ad oggi ancòra da firmare tra Regione e Sindacati uniti l'accordo per gli anni 2015/2016, sempre Vergogna Calabria!, e sia per chiedere e sollecitare l'avvio di Politiche Attive serie, LAVORO dignitoso, che è dignità per noi lavoratori e per le nostre disastrate famiglie).
Purtroppo la massa, pare che in totale i mobilitati calabresi siamo 28mila (di cui under 36 mesi 18mila, aventi diritto ai benefici economici ancòra per gli anni 2015+2016), dicevo, la massa è stata latitante, i sindacati - è vero - ci hanno lasciati soli, non hanno assolutamente appoggiato la protesta (Vergogna Calabria!) né, tantomeno, hanno messo dei pulman a disposizione nelle cinque province calabresi per convergere verso CZ, e quindi alla fine eravamo appena 150, massimo 200 persone....ma ci siamo fatti rispettare, perlomeno l'assessore Roccisano ci ha ricevuti per ben due volte nella stessa giornata in delegazione (compreso me sottoscritto per tutte e due le volte), oltre alla sua uscita all'esterno del "palazzo" - tra il popolo dei mobilitati presenti - a séguito nostra richiesta (in delegazione, sempre) accordata, ma poi rientrata in quanto tanti mobilitati l'hanno attaccata ed offesa in un modo non giustificabile, nonostante noi (della delegazione) si fosse data garanzia che non sarebbero state lanciate offese..... Ma tant'è, la rabbia è tanta, e la disperazione pure!
La delusione di noi organizzatori e partecipanti per la scarsa partecipazione, meno dell'1% sul totale dei beneficiari, è stata fortissima, tanti dei gruppi Fb sulla mbd stanno per essere chiusi, ecco una testimonianza dello scoramento pubblicata da me su Fb:
“MANCO' LA FORTUNA, NON IL VALORE”.
GRAZIE A TUTTI VOI - COLLEGHI IN MOBILITA' IN DEROGA IN QUESTA VALLE DI LACRIME - PER QUELLO CHE SIETE RIUSCITI A NON FARE!
GRAZIE A TUTTI PER QUELLO CHE AVETE VOLUTO NON FARE!
GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE POTEVA ESSERE E NON E' STATO, PER VOSTRA SCELTA DI MASSA!!

ECCO IL LINK DEL VIDEO DEL TG CHE CI HA RIPRESI (Tele Jonio, che ringraziamo per il grande spazio concessoci, a parte Rai3 regionale, Ten, Esperia Tv, ecc.); N.B.: Da vedere sul computer, in quanto sullo smartphone non si vede:
http://www.telejonio.com/protesta-alla-cittadella-regionale-vId5956.html


ED ECCO IL LINK AD UN MIO PICCOLO RESOCONTO PUBBLICATO ONLINE (SU SENZAFILI.ORG):
http://www.senzafili.org/2016/09/20/resoconto-dell-incontro-lavoratori-la-roccisano-considerazioni-s-b-bossio/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

ED ECCO IL COPIA&INCOLLA DELLA MIA PROPOSTA DEL 30 MAGGIO 2015 ALLA REGIONE CALABRIA PER CREARE LAVORO PER I MOBILITATI IN DEROGA CALABRESI, IERI RIBADITA ALL'ASSESSORE AL LAVORO FEDERICA ROCCISANO:

"Sto immaginando un grande ente regionale...
30 maggio 2015 alle ore 20:33
Sto immaginando un grande ente regionale (assolutamente NON uno dei soliti "carrozzoni"...) che nei più disparati campi e competenze dei lavoratori interessati (servizi, costruzioni, operai, impiegati, ecc. ecc.) - in modo snello, veloce e ben organizzato (a mo' di impresa privata per snellezza e produttività...) - facesse lavorare i circa 30mila mobilitati calabresi (scartando quelli che NON vorrebbero ivi lavorare) nelle scuole, nei comuni, province, altri enti, sia all'interno che all'esterno (pulizia città, lavori edili, restauri, ripristini, amministrazioni e documenti per i cittadini, progettazioni, ecc.ecc.).....
QUESTO ENTE REGIONALE CALABRESE POTREMMO CHIAMARLO, PER ESEMPIO, "RINASCITA CALABRESE" oppure "CALABRIA CHE RINASCE"...
Cosa ne pensate!!??
P.S.: ....sto immaginando questa forma tecnica unica regionale...in quanto ritengo che far costituire tante piccole cooperative sia troppo dispendioso...burocratico...lento...rischioso per i singoli presidenti e soci...sicuramente in gran parte pure protestati e "cattivi pagatori"...in Cai...ecc., problema tasse da pagare...contributi inps ed inail...spese amministrative...bilanci da depositare ogni anno...durc periodici....insomma 30mila poveri disgraziati non possono sobbarcarsi spese ed oneri ulteriori...senza soldi e senza certezze pure! Devono solo lavorare, ciascuno per le proprie capacità o competenze, ed esser pagati il giusto e puntualmente, per servizi che presteranno e lavori che eseguiranno ... utili per l'intera collettività.
Salvatore Bruno Bossio
Aggiunta ed integrazione del 03 dicembre 2015:
Questa grande azienda regionale calabrese “in house”, da costituire e finanziare coi fondi europei (in preminenza, ma anche eventuali fondiregionali), denominata - come accennavo sopra - "CCR - CALABRIA CHE RINASCE" (o "RDC - RINASCITA DELLA CALABRIA", o altro nome...), per farmi capire ancòra meglio, sarebbe una specie di Agenzia per l’occupazione, declinata in vari centri a livello degli enti locali: essa dovrebbe assumere direttamente tutti i mobilitati (e, in mancanza, lavoratori precari e disoccupati),impiegandoli nei molti lavori ad alta intensità di lavoro - anche qualificato - di cui i vari enti locali, scuole, amministrazioni,enti, ecc., hanno bisogno. Tra questi sarebbero sicuramente da annoverare interventi per il riassetto idrogeologico del territorio,ma anche quelli inerenti la ristrutturazione dell’edilizia scolastica, o della tutela dei beni culturali, spesso abbandonati in modo delittuoso, e tantissimi altri ancora: amministrazione,progettazione, sorveglianza, accompagnamento disabili, affiancamento alunni con handicap, ecc.
A proposito dei costi, la suddetta azienda regionale calabrese “in house” dovrebbe offrire un salario/stipendio di almeno 600 euro mensili (20 gg. al mese a 4 ore al giorno, oppure 16 gg. al mese a 5 ore al giorno: in totale sarebbero sempre 80 ore mensili, retribuite ad euro 7,50 cadauna) e versare a parte il costo dei contributi sociali: in ipotesi - per semplificare - 400 euro mensili; pertanto,totale mensile speso a testa euro 1.000: annuali, quindi, totali euro 12mila; ipotizzando 30mila occupati, il totale generale annuo speso verrebbe euro 360 milioni (*) (cioè 30 milioni di euro al mese).Questa cifra non sarebbe, però, un costo, ma creerebbe, anzi,ricchezza: andrebbe nelle tasche di cittadini altrimenti disoccupati,intervenendo a favore della loro capacità di spesa e dunque alleviando quel deficit di domanda che è il grande freno a fermare la ripresa dalla crisi economica. Inoltre, molte aziende private sarebbero felici di partecipare ai costi, assumendo una parte dei mobilitati a fronte del pagamento di una parte dello stipendio da parte della suddetta azienda regionale calabrese “in house”.
(*)Ovvio che, se per motivazioni loro (nel senso che i mobilitati, ecc.,non tutti accettassero di lavorare alle predette condizioni, bensì –in ipotesi – la metà), gli occupati scendessero alla metà, anche la spesa annua scenderebbe alla metà (180 milioni di euro, cioè mensili euro 15 milioni).
Salvatore Bruno Bossio"

QUESTO IL LINK ALLA PETIZIONE ONLINE PER CHIEDERE E PROPORRE IL LAVORO, IN BASE ALL'IDEA/SUGGERIMENTO DI CUI SOPRA, LANCIATA DOMENICA 25/09/2016, DA FIRMARE IN MASSA:
https://www.change.org/p/assessore-regionale-al-lavoro-federica-roccisano-vergogna-calabria-basta-disoccupazione-e-disperazione-vogliamo-il-lavoro?recruiter=42584033&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=des-lg-no_src-reason_msg&fb_ref=Default



Addì 21/09/2016
Salvatore BRUNO BOSSIO (**)
(Cofondatore (assieme ad altre 32 persone nel mese di gennaio del 2015) e Presidente, sia pure ad oggi dimissionario, del Comitato regionale dei lavoratori in mobilità in deroga calabresi "CO.L.MO.DER. CALABRIA")

(**)
Ecco il link al gruppo Fb del Comitato citato:
https://www.facebook.com/groups/1487190374839023/

Ed ecco il link alla mia bacheca FB personale:
https://www.facebook.com/salvatore.brunobossio

Ed ecco il link al mio gruppo Fb personale:
https://www.facebook.com/groups/235842669843106/?ref=bookmarks



lunedì 13 giugno 2016

IDEA/SUGGERIMENTO PER L'ASSESSORE AL LAVORO/ECC., FEDERICA ROCCISANO, GIUNTA REGIONE CALABRIA, GOVERNATORE MARIO OLIVERIO

IDEA/SUGGERIMENTO PER L'ASSESSORE AL LAVORO/ECC., FEDERICA ROCCISANO, GIUNTA REGIONE CALABRIA, GOVERNATORE MARIO OLIVERIO


Agenzia calabrese per le politiche attive del lavoro (ACPAL)


Attività.
L'Agenzia calabrese per le politiche attive del lavoro con sede a … (Cz? Rc?) (ACPAL) dovrebbe essere istituita con legge regionale, quale organismo tecnico della Regione dotato di personalità giuridica, autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile. All'ACPAL dovrebbe essere attribuita l'erogazione dei servizi per il lavoro e la gestione delle misure di politica attiva connesse alle funzioni ed ai compiti della Regione (disciplinati da detta legge), nonché, tutti gli altri compiti in materia di lavoro a essa affidati dalla Giunta regionale. L'ACPAL svolgerebbe la propria attività in conformità alla programmazione regionale ed agli indirizzi deliberati dalla Giunta regionale e sarebbe soggetta al controllo ed alla vigilanza. Sulla base degli indirizzi l'Assessore competente in materia di lavoro assegnerebbe all'Agenzia, con proprio decreto, gli obiettivi e le risorse e definirebbe le modalità di verifica del raggiungimento dei risultati. L'Agenzia sarebbe articolata in uffici territoriali aperti al pubblico denominati Centri per l'impiego (Cpi) nei quali confluirebbero i Centri dei servizi per il lavoro(CSL), già istituiti presso le province, i Centri servizi inserimento lavorativo (CESIL), già istituiti presso i comuni e le agenzie di sviluppo locale. Detti uffici territoriali erogherebbero i servizi per il lavoro e le misure di politica attiva e rappresenterebbero poli territoriali nei quali potrebbero convergere una pluralità di servizi anche di natura socio-assistenziale e previdenziale. L'ACPAL svolgerebbe, nell'ambito della Rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, le funzioni di collegamento con l'Agenzia nazionale ANPAL. L'Agenzia, nell'esercizio delle sue funzioni, potrebbe operare in regime di convenzione con le università e con qualificati organismi di ricerca pubblici e privati e, su richiesta di soggetti pubblici o privati, sarebbe autorizzata a svolgere servizi non istituzionali con oneri a carico dei richiedenti.
Detta Agenzia, coi fondi europei per le politiche attive, statali e regionali, istituirebbe – tra le altre cose – un reddito minimo da lavoro per gli ex mobilitati in deroga calabresi, e per non pagare un sussidio fine a se stesso, peraltro non finanziabile dai nuovi fondi europei (che, come accennato, finanziano solo le politiche attive), censirebbe tutti i suddetti lavoratori per età, qualifiche, ecc., di tutte le province calabresi, e “costringerebbe” detti beneficiari – pena la perdita del sussidio in questione – ad andare a lavorare negli enti pubblici e privati (Comuni, scuole, aziende sanitarie, aziende private....), obbligati ad accettarli in base alle qualifiche e mansioni da loro preventivamente richieste..., magari ad euro 700/800 mensili più gli assegni familiari, per 80 ore al mese suddivise in 4 o 5 gg. settimanali, per una durata di almeno 24/36 mesi per volta. N.B.: Grosso interrogativo a cui cercare di dare risposta: i contributi assicurativi e previdenziali, per la futura pensione dei lavoratori...
L'Agenzia, attraverso i centri per l'impiego, erogherebbe i servizi per l'inserimento o reinserimento lavorativo delle persone disoccupate o a rischio di disoccupazione, dei lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro e occupati in cerca di nuova occupazione e delle imprese. In particolare, i centri per l'impiego svolgerebbero le seguenti attività:- presa in carico, profilazione per la determinazione del profilo personale di occupabilità, analisi delle competenze in relazione alla situazione del mercato del lavoro locale e orientamento di base;- stipula del patto di servizio personalizzato;- ausilio alla ricerca di una occupazione, anche con sessioni di gruppo, entro tre mesi dalla registrazione;- orientamento specialistico e individualizzato, mediante bilancio delle competenze e analisi degli eventuali fabbisogni in termini di formazione, proposte di lavoro o altre misure di politica attiva, con riferimento all'adeguatezza del profilo alla domanda di lavoro;- orientamento e assistenza all'autoimpiego e all'attività di lavoro autonomo e tutoraggio per le fasi successive all'avvio dell'impresa e gestione, anche in forma indiretta, dei relativi incentivi;- avviamento alla formazione ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell'autoimpiego e dell'inserimento lavorativo;- accompagnamento al lavoro, anche attraverso l'utilizzo dell'assegno di ricollocazione;- promozione di esperienze lavorative ai fini di un incremento delle competenze, anche mediante lo strumento del tirocinio, dell'apprendistato e di iniziative di mobilità nazionale e transnazionale;- gestione di incentivi alla mobilità territoriale;- gestione di strumenti finalizzati alla conciliazione dei tempi di lavoro con gli obblighi di cura nei confronti di minori o di soggetti non autosufficienti;- promozione di prestazioni di pubblica utilità;- attivazione di servizi mirati a favore delle fasce deboli;- fornitura di servizi alle imprese quali, tra gli altri, la facilitazione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro, l'assistenza alla preselezione in ragione dei fabbisogni professionali, l'accesso agli incentivi e la rilevazione e l'analisi dei fabbisogni occupazionali e formativi;- individuazione delle imprese attrattive per il mercato del lavoro regionale alle quali fornire servizi individualizzati;- tutti gli altri compiti in materia di servizi per il lavoro e politiche attive a essi affidati dall'Agenzia. I centri per l'impiego inoltre:- a) svolgerebbero i compiti e le funzioni previste dalla legge n. 68 del 1999, e successive modifiche ed integrazioni, garantendo i servizi per il collocamento mirato delle persone con disabilità; b) provvederebbero all'avviamento a selezione presso le amministrazioni pubbliche del personale da adibire a qualifiche per le quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo (legge n. 56 del 1987, art. 16).
Sarebbero organi dell'Agenzia:- il direttore dell'Agenzia;- il collegio dei revisori dei conti.


Luzzi (CS), lì 13/06/2016.

Salvatore BRUNO BOSSIO (Lavoratore in mobilità in deroga calabrese, e presidente dimissionario del comitato CO.L.MO.DER. CALABRIA)



(Fonte: sito della Regione Sardegna)


venerdì 1 aprile 2016

Copia del testo della PETIZIONE online per chiedere il LAVORO dignitoso, da me recentemente (inizi marzo 2016) lanciata su change.org...

AL GOVERNATORE DELLA CALABRIA (MARIO OLIVERIO) ALL'ASSESSORE REGIONALE AL LAVORO DELLA CALABRIA (FEDERICA ROCCISANO) AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (MATTEO RENZI) AL MINISTRO DEL LAVORO (POLETTI)

VOGLIAMO IL LAVORO, VOGLIAMO LA NOSTRA DIGNITA', NON SIAMO NE' VAGABONDI NE' PARASSITI!!! SIAMO STANCHI DI ESSERE TRATTATI DA PARASSITI, DA VAGABONDI.
VOGLIAMO TORNARE A LAVORARE, VOGLIAMO ESSER PAGATI PUNTUALMENTE PER LAVORARE, NON PER RESTARE A CASA A MORIRE DI DEPRESSIONE.
BASTA SUICIDI!
VOGLIAMO LA NOSTRA DIGNITA', VOGLIAMO IL LAVORO DIGNITOSO!
BASTA CRISI!
VOGLIAMO POLITICHE ATTIVE SERIE, VOGLIAMO INVESTIMENTI CHE CREINO SUBITO POSTI DI LAVORO VERI.
DICIAMO NO AL LAVORO NERO LEGALIZZATO.
NON SIAMO VAGABONDI, SIAMO PERSONE UMANE, SIAMO PADRI E MADRI DI FAMIGLIA, CHE PRIMA DI DIVENTARE DISOCCUPATI, SIAMO STATI GRANDI LAVORATORI: VOGLIAMO TORNARE AD ESSERLO!
Noi sottoscritti firmatari

Aggiornamenti sulla Petizione:
14 mar 2016 — NOI LAVORATORI IN MOBILITA' IN DEROGA PRETENDIAMO IL RISPETTO CHE FINO AD OGGI - CARI POLITICI E SINDACATI - NON CI AVETE PIU' DATO DA PARECCHIO TEMPO IN QUA! ORA BASTA!
(Commento su detto aggiornamento: Salvatore Bruno Bossio · IL LAVORO E' DIGNITA', NON CARITA'! CHE OGNUNO DI NOI - A COMINCIARE DAL NOSTRO GOVERNO (NAZIONALE E REGIONALE) - LOTTI SEMPRE PER METTERE IN PRATICA TALE AFFERMAZIONE (che non è una frase fatta, come generalmente si crede, presi dai nostri mille problemi quotidiani)

N.B.: ANDATE A FIRMARLA IN MASSA, ECCO QUI SOTTO IL LINK SUL QUALE CLICCARE PER ANDARE A FIRMARE DETTA PETIZIONE:


Da leggere:





mercoledì 6 maggio 2015

DOCUMENTO DELLE PRINCIPALI NOSTRE RICHIESTE, PER PUNTI, AI SINDACATI ED ALLE FORZE POLITICHE REGIONALI CALABRESI E NAZIONALI...

AMICI, CONOSCENTI E COLLEGHI DI SVENTURA CALABRESI (IN MOBILITA' IN DEROGA),
SIGNORI DEI SINDACATI TUTTI,
SIGNORI POLITICI REGIONALI E NAZIONALI TUTTI,

ECCO – PER PUNTI BREVI E CONCISI – COSA AVREMMO DETTO - E, SOPRATTUTTO, CHIESTO – COL MASSIMO RISPETTO – LA SERA DEL 21 NOVEMBRE 2014 A RENZI, QUANDO VENNE A COSENZA, SE AVESSE – COME CI AVEVA PROMESSO – RICEVUTO ED ASCOLTATO LA NOSTRA DELEGAZIONE (COSA CHE, POI, PURTROPPO, OVVIAMENTE NON PER NOSTRA VOLONTA’, NON E’ AVVENUTA, CON NOSTRA GRANDE DELUSIONE, DOPO AVER PRESO TANTO FREDDO, UNA SERATA INTERA ALL'ESTERNO, IN QUANTO, DENTRO, GLI ADDETTI ALLA SICUREZZA, NON CI HANNO FATTO ENTRARE, PER MOTIVI DI ORDINE PUBBLICO, ESSENDO NOI – SECONDO LORO – DEI “FACINOROSI”…)…
STESSE COSE – OVVIAMENTE AGGIORNATE AD OGGI – CHE ORA DICIAMO, SUGGERIAMO E CHIEDIAMO A VOI SIGNORI POLITICI E FORZE SINDACALI.


Premetto che non avevamo portato nulla di scritto, in quanto la possibilità di poter parlare con Renzi non era prevista e si era prospettata lì lì, all’improvviso, ad inizio serata.
La nostra delegazione, da noi stessi democraticamente scelta tra i pochi di noi lì presenti (e disponibili a parlare), sarebbe stata composta da tre persone, e cioè da Mario Argondizzo, Salvatore Tortora ed il sottoscritto Salvatore Bruno Bossio, e, appunto, parlando - come suol dirsi - “a braccio”, avremmo detto, e chiesto, col massimo rispetto, a Renzi quanto ségue (grosso modo, ciascuno col proprio modo di esprimersi, quindi ciascuno “mettendoci del suo”…):
(ecco, di séguito, più o meno, poche parole perché il tempo che ci avrebbe concesso era pochissimo per ciascuno di noi, mi pare si parlasse di venti minuti da suddividere in quattro persone, quello che avrei detto, e chiesto, io, sempre col massimo rispetto…)


Buona sera Presidente!
Lei ha 39 anni di età, io 51, quindi sono più anziano di lei e - dato che sono pure ragioniere (di professione, quando lavoravo, ora purtroppo sono in mobilità in deroga…), e quindi abituato a maneggiare “numeri”, più che parole (anche se, per hobby, mi piace pure scrivere) - col massimo rispetto - le chiedo di ascoltare le nostre richieste, senza interrompermi, per favore, visto che il tempo a mia disposizione è poco; richieste, che elenco in punti per semplicità e chiarezza, punti ai quali lei dovrebbe rispondere - poi - al più presto - con FATTI CONCRETI (e non con battute, mi perdoni la franchezza, perché noi e le nostre famiglie siamo letteralmente alla fame, ed abbiamo bisogno di soldi e di lavoro per poter vivere):
1) per prima cosa, in contemporanea al punto seguente, perchè nel frattempo dobbiamo poter acquistare il cibo per vivere, dateci LAVORO serio, retribuito puntualmente ed utile per l’intera collettività (non - mi perdoni - “palliativi”, come succede oggi, tra l’altro nemmeno pagati puntualmente), sia facendo una o più leggi per immetterci in modo serio nei vari enti, a supporto del loro scarso personale a séguito vari pensionamenti negli scorsi anni mai rimpiazzati da nuovo personale (POLITICHE ATTIVE), e sia avviando investimenti al Sud (anche, e forse soprattutto, coi fondi europei), che - come lei mi insegna - portano lavoro e ricchezza diffusa sul territorio, abbassando le tasse ed incentivando le imprese ad investire e quindi ad assumere personale, senza dimenticare di sbloccare il settore dell’edilizia - carro trainante, da sempre - che è, ormai, al tracollo (POLITICA ECONOMICA ED INDUSTRIALE),
2) in contemporanea, dicevo, nell'immediato, massimo impegno a pagarci l'indennità di mobilità in deroga, parecchi siamo fermi al 31 gennaio del 2014 (e – pure – mi dicono – circa 1.200 persone avanzano ancòra la mobilità per parecchi mesi del 2013!); quindi saldare sùbito il 2013 – agli aventi diritto – e sùbito mettervi in linea coi pagamenti per il 2014 (anno che, ormai, è già terminato da oltre quattro mesi: siamo, infatti, a maggio 2015!), come dirò al punto seguente,
3) supportare la nostra Regione (che dovrà farvi apposita richiesta), concedendole sùbito una deroga al vostro decreto legge di agosto 2014 per prorogare la mobilità anche per l'intero c.a. 2015 (ho letto che altra regione italiana è stata già supportata in tal senso) e pagare puntualmente ogni mese le spettanze, senza farci sentire un “peso” per la società, anche perché ciascuno di noi - prima di diventare disoccupato, a causa della crisi - è stato lavoratore dipendente per tanti anni,
4) eliminare la sconcezza, la porcheria, mi perdoni il termine, della tassazione Irpef separata sull’indennità di mobilità percepita nell’anno successivo rispetto a quello di competenza, imponendo all'Inps (ente erogatore le somme, quindi “sostituto d'imposta”) – io stesso, tempo fa, ho lanciato una petizione online appositamente per questo – di defalcare sùbito le detrazioni spettanti ai singoli percipienti sia per “detrazione per lavoro dipendente” e sia per carichi di famiglia, per non costringere la gente a percepire il rimborso dopo anni di attesa, e quindi a subire nell'immediato una sorta di “prestito forzoso dai poveri cristi allo Stato, al Fisco insomma”: si mangia giorno per giorno, non fra anni, ed i soldi sono già pochi di per sé...!
Grazie per tutto ciò che farà per noi Presidente. Buona sera e buon lavoro!”
ORA, COME GIA' DETTO ALL'INIZIO,
LE STESSE COSE LE DICIAMO, SUGGERIAMO E CHIEDIAMO A VOI SIGNORI POLITICI E FORZE SINDACALI.
GRAZIE PER TUTTO CIO' CHE VORRETE FARE PER NOI...
NOI, DA PARTE NOSTRA, VI OFFRIAMO TUTTA LA NOSTRA COLLABORAZIONE, SUGGERIMENTI, IDEE...!


Addì 06/05/2015.
Salvatore BRUNO BOSSIO





SUCCESSIVE AGGIUNTE ED INTEGRAZIONI – SEMPRE A CURA DEL SOTTOSCRITTO SALVATORE BRUNO BOSSIO – DEL 13/05/2015:


Visto che si parla di REDDITO MINIMO (o REDDITO DI CITTADINANZA, ed altri vari nomi, ma la sostanza non cambia: trattasi di sussidio alle persone più povere e bisognose, in età lavorativa, che – a causa della fortissima disoccupazione e della crisi in atto da tempo – non hanno un lavoro, che fornisca loro un reddito per vivere dignitosamente), qui di séguito formulo, brevemente, alcune mie personali osservazioni, dubbi e suggerimenti:
Premetto che l’aiuto economico di cui trattasi è cosa buona e giusta, che c’è in tutta l’Europa fuorché in Italia (addirittura, sentivo dire, non so se sia vero, che c’è, o c’era, anche in Grecia, messa male com’è!), che andrebbe istituito utilizzando (e ciò, purtroppo, però, non credo sia possibile “in toto”) i fondi, cospicui, del FSE (Fondo Sociale Europeo), e che noi italiani siamo sempre bravi e rapidi (se non tra i primi in assoluto) a recepire nel nostro ordinamento le cose “brutte”, tipo i doveri, le maggiori tasse, i divieti, ecc., dell’UE (Unione Europea), insomma “a fare i compiti a casa” perché “ce lo chiede l’Europa”...e poi siamo sempre gli ultimi a recepire le (in verità poche) cose “buone” dell’Europa per i cittadini, insomma per il Popolo italiano!
Questa cosa buona del REDDITO MINIMO andrebbe, comunque, prevista ed attuata come – diciamo – seconda istanza, nel senso che al primo posto, quindi prima istanza, occorre mettere sempre il LAVORO, che è l’unica cosa che produce ricchezza e sviluppo (mentre il reddito minimo, pur essendo utile, rischia, di essere un investimento parassitario ed improduttivo, senza contare l’enorme costo che comporterà, come proverò a dimostrare fra poco con un semplice calcolo numerico, tenuto conto della disoccupazione altissima, qui in Italia ed in Calabria (qui in Calabria, anzi, ancòra più alta!), e del fatto che non abbiamo più la SOVRANITA’ MONETARIA (persa, anzi – direi – rubataci con l’entrata nell’euro!), ed inoltre rischia di avvantaggiare le importazioni dagli altri Stati, in primis dalla Germania, anziché incoraggiare la produzione qui in Italia, e quindi l’aumento della nostra occupazione, in un circolo vizioso positivo, che significherebbe – solo esso – tra le altre cose – aumento del nostro PIL (Prodotto Interno Lordo)… E queste cose non le dico io, ma alcuni tra i migliori economisti, tra i quali spicca – a mio giudizio – il professor Claudio Borghi, peraltro italiano).
IPOTESI DI CALCOLO DEL REDDITO MINIMO DI EURO 600,00 (SEICENTO/00) MENSILI IN TUTTA ITALIA:
Come ho letto in uno scritto del prof. Claudio Borghi, mia fonte nel caso specìfico, il quale – a sua volta, ovviamente – si è basato sui dati dell’Istat, per evitare rischi di una nuova presa in giro come i famosi “80 euro” di Renzi, e per evitare – quindi – di scadere nel “reddito di ignoranza”, preciso sùbito che – per l’alto costo – è improponibile, e poi – anche se fosse sostenibile finanziariamente – sarebbe sbagliato come prima istanza, per quanto dicevo già sopra (mancanza di crescita della produzione in Italia, se in prima istanza non si crea lavoro, e, quindi, mancanza di crescita del nostro PIL ed incremento delle importazioni). Ed ecco ora un semplice calcolo:
I disoccupati in Italia sono più di 3 milioni (sono quelli che già cercano il lavoro). Ad essi vanno aggiunti circa 3 milioni di “scoraggiati” (cioè inoccupati che hanno rinunciato a cercare attivamente il lavoro). Poi ci sono i “redditi zero” che sono 9 milioni, ma facciamo finta di non vederli... (altrimenti i costi andrebbero alle stelle ancòr di più)! Limitiamoci quindi ad un prudentissimo calcolo su soli 6 milioni di persone (composto, quindi, dai soli disoccupati + gli “scoraggiati”), e consideriamo la proposta dell’On.le Enza Bruno Bossio, deputata del PD, di euro 600,00 mensili (anziché degli euro 780,00 mensili della proposta del M5S di Beppe Grillo, che poi è la soglia di povertà, ecco perché la cifra non tonda...), e non consideriamo – per non complicarci i calcoli, e la vita, inutilmente – neppure la proposta, sempre del M5S, di “conguaglio dei redditi bassi agli euro 780,00”... Calcolo: euro 600,00*12 mesi = euro 7.200,00 (minimo costo annuo di una sola persona)*6 milioni di aventi diritto (stra prudente) = 43 miliardi e 200 milioni di euro!!! (la proposta di legge del M5S parla di appena 19 miliardi di euro di coperture, che poi sono pure ridicole...quindi inconsistenti. Insomma, di cosa parliamo!?) Ma il FSE (Fondo Sociale Europeo) permette questo finanziamento!? Ed ha tutta questa capienza!? (chiedo, me lo chiedo, io non lo so...)
IPOTESI DI CALCOLO DEL REDDITO MINIMO DI EURO 600,00 (SEICENTO/00) MENSILI PER LA SOLA NOSTRA REGIONE CALABRIA:
E’, purtroppo, ormai risaputo che il LAVORO è la piaga sociale della Calabria. La percentuale di disoccupazione, infatti, che è al 23,4%, fà della Calabria la regione con il maggior tasso di disoccupazione d’Italia! Trattasi dei dati Istat riferiti all’intero scorso anno 2014 (che ha registrato un punto percentuale in più di disoccupazione rispetto al 2013): parliamo di 160mila persone che non hanno un’occupazione (69mila donne e 91mila uomini). Tra questi, 22mila sono ragazzi laureati, 71mila sono le persone che hanno perso il lavoro e ne cercano uno nuovo, 65mila – invece – sono le persone che non hanno avuto alcuna esperienza lavorativa pregressa. Calcolo: euro 600,00*12 mesi = euro 7.200,00 (minimo costo annuo di una sola persona)*160 mila aventi diritto = 1 miliardo e 152 milioni di euro!!! Ripeto la mia domanda: “Ma il FSE (Fondo Sociale Europeo) permette questo finanziamento!? Ed ha tutta questa capienza!?” (ripeto, chiedo, me lo chiedo, io non lo so...)


Considerazioni finali, valide per entrambe le ipotesi di calcolo di cui sopra (intera Italia o solo nostra regione Calabria):
Si parla di cancellazione della Cig (cassa integrazione guadagni) e degli ammortizzatori sociali come l’indennità di mobilità in deroga... Ciò è una cosa assurda! Perché? Ebbene, perché se il cassaintegrato o il lavoratore in mobilità in deroga perde la cassa integrazione o l’indennità di mobilità diventa DISOCCUPATO e quindi si AGGIUNGE al numero degli aventi diritto, non è che sparisce...!
Inoltre, l’altra volta anche il Ministro del Lavoro, Poletti, in collegamento da Roma durante il convegno dell’on.le Enza Bruno Bossio sul reddito minimo, tenutosi qui a Cosenza, parlava dell’ISEE (che è il rapporto tra l’ISE (parametro che determina la situazione economica del nucleo familiare, che scaturisce dalla somma dei redditi e del 20% del patrimonio mobiliare ed immobiliare di tutto il nucleo familiare) ed il numero dei componenti del nucleo familiare in base ad una scala di equivalenza stabilita dalla legge) quale, appunto, parametro per individuare chi agevolare e chi no, visto che le risorse non sono infinite per dare il sussidio a tutti gli aventi diritto in linea teorica... Ciò significherebbe che basterebbe il possesso di una casa per essere fuori dai requisiti e che, quindi, il REDDITO DI CITTADINANZA andrebbe solo a nomadi e similari (che “bruciano” tutti – appunto – sui requisiti: assenza di redditi e non possesso di casa, depositi, ecc...). Insomma, il metodo dell’ISEE in teoria è buono, ma in pratica i risultati sono sbagliati! C’è una bella differenza tra il sussidio a chi è in miseria (che – tra l’altro – c’è già e si chiama “social card”; andrebbe solo incrementata) ed il REDDITO DI CITTADINANZA! Basta saperlo...
Salvatore BRUNO BOSSIO




giovedì 19 marzo 2015

VERGOGNA! IL MUNICIPIO DI LUZZI CS E' CHIUSO AL PUBBLICO TUTTI I MARTEDI ED I GIOVEDI MATTINA....

Ragazzi, vi assicuro che fare i sacrifici per arrivare al municipio di Luzzi Cs, dalla periferia ove abito dall'anno scorso, per sbrigare dei documenti urgenti (anagrafe, ufficio per il cittadino, ecc., e trovare un cartello che dice che il Comune è CHIUSO AL PUBBLICO I MARTEDI ED I GIOVEDI MATTINA (come testimoniato dalla foto al cartello da me qui allegata)...beh!, come suol dirsi, non ha prezzo!
A me, che ho quasi 52 anni d'età, una cosa del genere (eppure ho girato, per lavoro e da cittadino, tantissimi municipi in tanti anni ed in tanti miei trasferimenti di residenza), e cioè trovare CHIUSO, DI MATTINA, E PER BEN DUE GIORNI A SETTIMANA, UN COMUNE, CIOE' UN ENTE PUBBLICO POSTO PER LEGGE AL SERVIZIO DEI PROPRI CITTADINI ELETTORI, dicevo, una cosa del genere, a me, fino ad oggi, non è mai capitata!!
Posso capire i rientri pomeridiani (un "di più", diciamo), ma non le chiusure di mattina!
Eppure, Luzzi, non è un piccolissimo comune di montagna, è una cittadina, pure molto estesa, di circa 10 mila abitanti!!
Allora, a cosa serve pagare tante tasse, sia allo Stato centrale che alla Regione ed ai comuni!?
SIAMO VERAMENTE ALLA FRUTTA...VERGOGNA!!!!
MI SBAGLIO? CONCITTADINI DI LUZZI ED AMICI E CONOSCENTI TUTTI, COSA PENSATE DI TALE "NON SERVIZIO" DI UN COMUNE ITALIANO, PER ME VERO ED INCONCEPIBILE DISSERVIZIO?
GRADIREI RICEVERE VSS/ RISPOSTE E/OD OSSERVAZIONI IN MERITO.
INTANTO AL SINDACO DI LUZZI (OGGI ANCHE MIO SINDACO) ED ALLA GIUNTA (RIPETO, OGGI ANCHE MIA) DICO E RIPETO: VERGOGNATEVI!!! RIMEDIATE AL PIU' PRESTO A QUESTA SCONCEZZA, A QUESTO "PUGNO IN FACCIA" AI VSS/ CITTADINI NON SUDDITI!!! APRITE IL COMUNE CHIUSO, OLTRE CHE I SERVIZI!!!

Salvatore Bruno Bossio


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domenica 21 dicembre 2014

AMICI E CONOSCENTI TUTTI... (COSTITUENDO COMITATO “CO.L.MO.DER. CALABRIA – COMITATO LAVORATORI IN MOBILITA' IN DEROGA CALABRIA”)

AMICI E CONOSCENTI TUTTI...

SALVE A TUTTI!
PER CHI NON MI CONOSCE DI PERSONA, SONO SALVATORE BRUNO BOSSIO, ORIGINARIO DI GRIMALDI, VISSUTO POI IN AIELLO CALABRO (E, IN CONTEMPORANEA, LAVORATO DAL 1983 (DOPO ESSERMI DIPLOMATO RAGIONIERE) AL 1999 COME “CONSULENTE AZIENDALE” A GRIMALDI), POI LAPPANO DAL 2000 AL 31 GENNAIO 2014, ORA LUZZI (TUTTI PAESI DELLA PROVINCIA DI COSENZA...)...
DICO SUBITO – E CIO' LO SCRIVO SEMPRE, CHI MI LEGGE DA UN PO' DI TEMPO LO SA BENE – CHE “NON SONO NESSUNO FUORCHE' ME STESSO!”.
GIUSTO PER FARMI CONOSCERE UN PO' DI PIU' DA CHI ANCORA NON MI HA MAI LETTO, ECCO COSA SCRIVEVO GIA' IN DATA 04 OTTOBRE 2013 IN UNA MIA PUBBLICA “NOTA” SU FB, RIPORTATA NELL'APPOSITA PAGINA FB (DA ME, SUCCESSIVAMENTE, APPOSITAMENTE CREATA) DAL NOME, IN PARTE TRATTO DALLA PRIMA RIGA DELLA STESSA “NOTA”, “LETTERA A TUTTI GLI UOMINI E LE DONNE DI BUONA VOLONTA'”, MIO SCRITTO CHE, DA 04 OTTOBRE 2013, CAMPEGGIA – COME “POST FISSATO IN ALTO” - IN TESTA AI POSTS DEL MIO GRUPPO FB DENOMINATO “IDEE PER NUOVA CLASSE POLITICA CHE NASCA DAL BASSO ED OPERI PER IL POPOLO” (GRUPPO “PUBBLICO”, DA ME CREATO IL 23 FEBBRAIO 2012 E CHE, AD OGGI, CONTA OLTRE 3.000, TREMILA, MEMBRI):

GENTE, PER IL RAGGIUNGIMENTO DI QUESTO OBIETTIVO (UTILE PER IL 99% DI NOI POPOLO ITALIANO) SONO DISPOSTO A DARE LA MIA VITA!
Addì 23.10.2013
Firmato, Salvatore Bruno Bossio
(COME SOPRA DA ME SEGNALATO, QUESTE DUE RIGHE DI QUI SOPRA SONO UNA MIA AGGIUNTA DEL 23 OTTOBRE 2013)

LETTERA A TUTTI GLI UOMINI E LE DONNE DI BUONA VOLONTA’…
MI RIVOLGO A TUTTI GLI UOMINI E LE DONNE DI BUONA VOLONTA‘: GIOVANI (ad oggi i giovani disoccupati hanno superato il 40%!), ANZIANI, INVALIDI, DEBOLI, BISOGNOSI, OCCUPATI, SOTTOCCUPATI, DISOCCUPATI (ad oggi la disoccupazione ha superato il 12%!), PRECARI, CASSINTEGRATI, GENTE IN MOBILITA’, LAVORATORI CO.CO.PRO. E TANTISSIME ALTRE DIAVOLERIE INVENTATE DAI NOSTRI CARI “GOVERNANTI“, TITOLARI DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE, IMPRENDITORI IN DIFFICOLTA’, VESSATI DA EQUITALIA E/O IMPOSSIBILITATI A PAGARE LE TASSE (CHE, AL MOMENTO, SONO LE PIU’ ALTE AL MONDO, QUASI… Il Pil, Prodotto Interno Lordo, è, ormai sempre più in calo, e l‘Italia dal 2° posto in Europa che occupava, prima di aderire alla moneta unica, l’Euro, è scesa ormai al penultimo posto come nazione più industrializzata…), PENSIONATI CON PENSIONI “DA FAME”, INDEGNE DI UNO STATO CIVILE E DEMOCRATICO COME L’ITALIA (LA NOSTRA GRANDE NAZIONE, PER LA QUALE I NOSTRI AVI HANNO DATO LA LORO VITA…), PERSONE CHE AL MOMENTO SI STANNO DOLOROSAMENTE RENDENDO CONTO CHE - PURTROPPO - NON ABBIAMO PIU’ UN FUTURO (IN QUANTO LA CASTA POLITICA ED I PATITI DELL‘EURO CE LO HANNO RUBATO…), UNA SPERANZA DI VITA DECENTE, PER NOI E PER I NOSTRI FIGLI E NIPOTI, MI RIVOLGO, INSOMMA, A TUTTI NOI POPOLO ITALIANO - ORMAI DISPERATO E SENZA SPERANZA, SENZA PIU’ - FINANCHE - CAPACITA’/VOGLIA DI “SOGNARE”, SENZA, QUASI, PIU’ NEPPURE GUSTO/VOGLIA DI VIVERE - CHE COSTITUIAMO IL 99% CHE, AL MOMENTO, E’ STATO LETTERALMENTE “MESSO SOTTO I PIEDI” E RIDOTTO ALLA FAME DA QUELL’1% APPENA (ELITES, MASSONI, VENDUTI, TRADITORI, POLITICANTI, CASTA POLITICA DI M., …) CHE - COME SUOL DIRSI - IN ASSENZA DI NOSTRA PRESA DI COSCIENZA E DI “RIVOLTA” A DETTO SISTEMA DI COSE, COMANDA/VINCE/STRAVINCE/ SOTTERRA IL 99%… (MA CI RENDIAMO CONTO CHE ANCHE LA MATEMATICA, ANZI, L’ARITMETICA, CI DICE CHE E‘ UNA COSA CONTRO OGNI LOGICA, CONTRO NATURA, CONTRO LA MATEMATICA APPUNTO, CHE UN “UNO” PESI PIU‘ DI UN “NOVANTANOVE“…!?).
MI RIVOLGO, DICEVO, A TUTTE QUESTE PERSONE CHE, COME ME, AL MOMENTO SI TROVANO AD UN BIVIO, NEL SENSO CHE NON SANNO PIU’ “CHE PESCI PIGLIARE” (A CAUSA DELLA CRISI GRAVISSIMA CAUSATA DAL DANNATO EURO, CHE CI STA DISTRUGGENDO, ANNIENTANDO, E PIANO PIANO TUTTI STANNO INCOMINCIANDO A CAPIRLO, MENO MALE, ALMENO QUESTO…!), E CHIEDO DI SCENDERE UNITI TUTTI QUANTI A TUTELARE I NOSTRI INTERESSI DI CITTADINI (NON SUDDITI!) TARTASSATI E RIDOTTI LETTERALMENTE ALLA FAME ED ALLA DISPERAZIONE, RIPETO TUTTI UNITI (L’UNIONE FA LA FORZA…) E DI FARE CIO’ DEMOCRATICAMENTE, MA VERAMENTE IN MASSA, DOBBIAMO FARE - COME SUOL DIRSI - “MASSA CRITICA”, SENZA DISTINZIONE DI COLORE POLITICO (I PARTITI NON ESISTONO PIU’, SONO TUTTI UGUALI, SE NE FREGANO DI NOI E DEI NOSTRI PROBLEMI…), DI RELIGIONE, DI IDEOLOGIE (CHE, ORMAI, FANNO PARTE DEL PASSATO, SONO SUPERATE…), DOBBIAMO DIFENDERE IL NOSTRO LAVORO (CHE E‘ UN DIRITTO FONDAMENTALE, PREVISTO DALLA NOSTRA COSTITUZIONE), CHE, DA SEMPRE, COSTITUISCE IL NOSTRO “PANE” QUOTIDIANO E CI NOBILITA E CI DA' DIGNITA', DOBBIAMO TUTELARE I NOSTRI FIGLI E NIPOTI, LE NOSTRE AZIENDE, LE NOSTRE IMPRESE, I NOSTRI COMMERCIANTI, LA GENTE CHE - ORMAI - E’ COSTRETTA A SCEGLIERE TRA IL COMPRARE IL PANE ED IL PAGARE LE TASSE, TRA IL VIVERE ED IL MORIRE, IN TUTTI I SENSI, DOBBIAMO DIFENDERE E RICONQUISTARE I NOSTRI DIRITTI SOCIALI (LO STATO SOCIALE, PIANO PIANO, NON ESISTE GIA’ PIU’: SANITA', ISTRUZIONE, SICUREZZA, PREVIDENZA, TRASPORTI, SERVIZI PUBBLICI EFFICIENTI E DEGNI DI TAL NOME…), DOBBIAMO USCIRE DALL’EURO E TORNARE - QUINDI - SOVRANI SIA DAL PUNTO DI VISTA MONETARIO CHE PARLAMENTARE (IN ITALIA, A CASA NOSTRA, DOBBIAMO COMANDARE NOI ITALIANI, E NESSUN ALTRO POLITICO/BUROCRATE, ENTE O ISTITUZIONE STRANIERA…!), CI DOBBIAMO METTERE IL MASSIMO IMPEGNO E PASSIONE CIVILE PER FARE CIO'… DEL RESTO SE NON SIAMO DISPOSTI A FAR CIO’ PER I NOSTRI INTERESSI, PER LA NOSTRA STESSA VITA, PER I NOSTRI FIGLI (SANGUE DEL NOSTRO SANGUE) E NIPOTI, DOBBIAMO SERIAMENTE DOMANDARCI: “CHE SENSO HA CONTINUARE A “VIVERE” COSI’!!??” (NOTATE CHE HO MESSO LA PAROLA “VIVERE“ TRA VIRGOLETTE IN QUANTO, ORMAI, TUTTI APPENA APPENA SOPRAVVIVIAMO, OGGI, NON VIVIAMO PIU' APPIENO LA NOSTRA VITA, PURTROPPO)…
QUI MI FERMO, OMETTO IL RESTO, IN CUI PARLAVO, E PARLO (CHIUNQUE PUO' ANDARE A TROVARE LA MIA “NOTA” DI CUI TRATTASI SU FB...), DI CREARE UN MOVIMENTO POLITICO, NUOVO, PER IL QUALE SUGGERIVO IL NOME – PROVVISORIO, IN QUANTO CAMBIABILE DI COMUNE ACCORDO, “L’UOMO PRIMA DI TUTTO!”… (SCRITTO GIUSTO COSI’, COMPRESO IL PUNTO ESCLAMATIVO… TUTTO HA UN SIGNIFICATO E RIASSUME LO SCOPO PRINCIPALE NEL NOME STESSO: L’UOMO, INTESO COME L’INTERO GENERE UMANO, SENZA DISTINZIONE DI SESSO, RELIGIONE, IDEE POLITICHE, ECC., VIENE, E DEVE VENIRE, PRIMA DELL’EURO, DELL’EUROPA, DELLE BANCHE, DEI BANCHIERI, DELLA MALEDETTA BCE-BANCA CENTRALE EUROPEA, PRIMA DELLO STESSO STATO… PARAFRASANDO…”SENZA PERSONE NON VI E’ STATO!”…).
CONCLUDEVO, DICENDO: “VI PREGO, ORGANIZZIAMOCI, NON MOLLIAMO!!!
ASPETTO LE VOSTRE RISPOSTE CONCRETE, I VOSTRI COMMENTI, CRITICHE (SE COSTRUTTIVE), SUGGERIMENTI, ECC. ECC.
ADDI’ 04 OTTOBRE 2013.
FIRMATO, SALVATORE BRUNO BOSSIO”

ORA, BREVEMENTE, AGGIUNGO:
NEGLI SCORSI MESI DI MAGGIO/GIUGNO DEL C.A. 2014 (IN TEMPI UTILI) SCRIVEVO IN PUBBLICO SU FB (SULLA MIA BACHECA) ED ANCHE NEL GRUPPO FB, “CHIUSO”, DEI “LAVORATORI E LAVORATRICI IN MOBILITA' (IN DEROGA) REGIONE CALABRIA”, CHE AD OGGI CONTA OLTRE 2.350 MEMBRI (OLTRE CHE NEL MIO GIA' CITATO GRUPPO FB “IDEE PER NUOVA CLASSE POLITICA CHE NASCA DAL BASSO ED OPERI PER IL POPOLO”), DI DARCI DA FARE NOI CITTADINI IN MOBILITA' IN DEROGA, ED ANCHE DISOCCUPATI E “POVERI DISGRAZIATI”・(IN SENSO UMANO E RISPETTOSO DEL TERMINE), CHE IN CALABRIA SIAMO MIGLIAIA E MIGLIAIA (TIPO 27MILA A FINE 2013 SOLO COME MOBILITA', AD OGGI GIA' 30MILA, E SENZA CONTARE GLI LSU/LPU (ALL'EPOCA NON “STABILIZZATI”) NE' I DISOCCUPATI SENZA NESSUN SUSSIDIO (CHE SONO UNA MASSA ENORME, PURTROPPO, VISTA LA MANCANZA DI LAVORO A CAUSA DELLA CRISI, CHE CI STA DISTRUGGENDO...), DICEVO, LANCIAI L'IDEA DI CANDIDARCI NOI DISOCCUPATI E MOBILITATI, CON UNA NOSTRA SPECIFICA LISTA, ALLE (ORMAI SCORSE) ELEZIONI REGIONALI DI NOVEMBRE 2014... PURTROPPO TALE MIA IDEA, FORSE ANCHE PERCHE' OCCORREVA RACCOGLIERE LE FIRME, OLTRE TREMILA, SPENDERE TEMPO E SOLDI (DENARO CHE, OVVIAMENTE, NOI ・DATO CHE NON VENIAMO MAI PAGATI PUNTUALMENTE ・NON AVEVAMO), NON VENNE CALDEGGIATA/APPOGGIATA DA NESSUNO....E SIAMO AD OGGI!!!
SPERIAMO CHE QUESTA VOLTA, IN OCCASIONE DELLA COSTITUZIONE DEL NOSTRO COMITATO SPONTANEO DI VOLONTARIATO DENOMINATO “CO.L.MO.DER. CALABRIA – COMITATO LAVORATORI IN MOBILITA' IN DEROGA CALABRIA”, SIA LA VOLTA BUONA! ANCHE PERCHE' NOTO CHE DOBBIAMO STARE MOLTO ATTENTI ALLE VIRGOLE, ALLE PAUSE, ALLE PAROLE CHE SCRIVIAMO, IN QUANTO PIU' VOLTE STIAMO RISCHIANDO DI ESSERE FRAINTESI, INTERPRETATI MALE, COME TIRANNI NON DEMOCRATICI, ANZICHE' COLLEGHI DI SVENTURA CHE VOGLIONO DARSI DA FARE PER IL BENE DI TUTTI NOI DEL COSTITUENDO COMITATO....
GIA' OGGI POMERIGGIO (DOMENICA 21 DICEMBRE 2014...) - IN OCCASIONE DELLA MIA RISPOSTA SCRITTA AD ALCUNI “TRAVISAMENTI INTERPRETATIVI” PARTITI GIA' DA DUE O TRE GIORNI ADDIETRO, MA AGGRAVATISI PROPRIO STAMATTINA ED OGGI POMERIGGIO – HO SCRITTO SU FB, E NEI VARI GRUPPI, COMPRESO QUELLO DEL NOSTRO COSTITUENDO COMITATO, QUANTO SEGUE (QUI LO TRASCRIVO, ED EVITO DI DILUNGARMI):
“...nessuno ci paga, nessuno ci manda, nessuno ci obbliga.... Tutto ciò che io ed altri colleghi di sventura in mobilità, in questa valle di lacrime, stiamo cercando di fare (organizzazione della costituzione del Comitato Lavoratori in Mobilità in deroga Calabria) nasce dai suggerimenti avuti, dalle notizie apprese, dalla volontà ferrea di cercare di fare qualcosa di utile per noi stessi colleghi di sventura e, perché no, anche per gli altri (in via trasversale)...dare suggerimenti, avere risposte concrete, proporre attivamente soluzioni tecniche, ecc. ecc., nulla di più e nulla di meno... Dietro di noi - a parte noi stessi - ci siamo solo NOI TUTTI MESSI INSIEME, SOLO L'UNIONE FA LA FORZA....!
Addì (domenica) 21 dicembre 2014.
Salvatore BRUNO BOSSIO

ALCUNE PROPOSTE PER LA CALABRIA... (N.B.: MODIFICABILI/INTEGRABILI)
Ecco alcuni (e sottolineo la parola “alcuni”) specìfici interventi che – suggeriti dalla Fonte che, per onestà intellettuale, citerò fra poco – faccio miei, facciamo nostri, in quanto li riteniamo essenziali per rilanciare il benessere delle nostre comunità: (Fonte: “LIBRO BIANCO PER LA CALABRIA” dell'Associazione “New Deal per la Calabria”, affluente regionale del più generale Movimento Roosevelt)
1) Alta scuola di formazione civile e politologica.
Una eccellenza formativa, in grado di attrarre studenti da ogni parte del mondo per la qualità e la varietà di un insegnamento multidisciplinare affidato alle cure di scienziati, premi nobel, docenti di respiro internazionale, esperti anche non accademici di sicuro prestigio, protagonisti del nostro tempo di ogni latitudine geografica e culturale.
2) Zes (Zona Economia Speciale) per il porto di Gioia Tauro.
Incentivi fiscali ed agevolazioni statali per attrarre investimenti stranieri e sviluppare un'area che conosce un altissimo tasso di disoccupazione giovanile, ma che avrebbe grandi potenzialità di sviluppo.
3) Gestione lungimirante e preventiva delle aree di interesse sismico e idrogeologico.
Interventi mirati per la messa in sicurezza di luoghi ed edifici pericolanti. Un grande piano destinato a limitare possibili rischi e l'eventuale ripetersi di drammi figli dell' incuria umana (e, aggiungiamo noi: vaste opere di movimento terra, regimazione acque, lotta alle frane, salvaguardia dei fiumi, con l'utilizzo dei fondi europei disponibili, presenti e futuri).
4) Parco delle Serre.
Una delle più belle zone della Calabria, finalmente destinata allo splendore che merita. Una struttura potenzialmente in grado di sviluppare enorme interesse e presenze turistiche nazionali e internazionali.
(Il Parco naturale regionale delle Serre è un'area naturale protetta della regione Calabria, istituita nel 2004. Situato tra l'Aspromonte e la Sila, è percorso da due lunghe catene montuose, da grandi boschi, tra cui il bosco di Stilo, e da corsi d'acqua con cascate come la cascata del Marmarico (la pi・alta, di 118 m), nel comune di Bivongi, e la cascata di Pietra Cupa, sulla fiumara Assi di Guardavalle – Fonte: Wikipedia)
5) Istituzione di un corpo di volontari istituzionali.
Dare vita ad una formazione di eccellenza, costituita dalle migliori intelligenze ed energie calabresi, e destinata a fronteggiare e limitare i crescenti drammi sociali.
6) Sistemazione del lungomare Palmi-Gioia di Tauro e valorizzazione piena del parco fluviale attiguo.
Costruzione di un'opera in grado di unire i lungomari di Palmi e Gioia Tauro e strutturazione di una intera area pronta a riscoprire una forte vocazione turistica.
7) Semplificazione dell'accesso al credito.
Interventi legislativi mirati allo sblocco del credito, anche mediante l'eventuale creazione di un nuovo istituto a partecipazione pubblica, in grado di finanziare le migliori idee imprenditoriali del territorio calabrese.
(ricordo a tutti che l’attuale pubblicità su Radio24 ci ricorda che la Regione Lombardia lo ha fatto per ben 500 milioni di euro, proprio in questo fine anno 2014…)
8) Completamento del porto di Giovino.
Si tratta di un'opera fondamentale per il futuro di Catanzaro. Un intervento infrastrutturale strategico.
(Catanzaro Lido ・ il quartiere costiero di Catanzaro; situato in linea d'aria 8 km (16 km percorrendo la SP17) a sud rispetto al centro cittadino, si estende per circa 5 km lungo la costa ionica. Originariamente denominata Marina di Catanzaro, insieme ai quartieri Aranceto, Corvo, Fortuna, Casciolino, Giovino e Barone forma la 4a Circoscrizione territoriale di Catanzaro. Pi・che periferia viene considerato dai cittadini catanzaresi come un vero e proprio centro cittadino sul mare, il "centro turistico-balneare" di Catanzaro. Nel quartiere ・presente un lungomare di circa 2 km lungo il quale sono situati numerosi centri di ristorazione, bar, locali notturni e alberghi.
Proprio dal quartiere inizia il tratto di costa di circa 20 km che va fino a Soverato soggetto ad importanti flussi turistici estivi. Situato tra la foce del Corace e il rione Casciolino, ・anche sede di un piccolo porto turistico ed ・attraversato dalla linea ferroviaria e dalla strada statale jonica (SS106/E90), importanti arterie di comunicazione che uniscono Reggio Calabria a Taranto, costeggiando il Mar Jonio e passando da Crotone ・Fonte: Wikipedia)
9) Mobilità sul cosentino.
Riqualificazione delle reti ferroviarie e metropolitane, ora sottoutilizzate, per migliorare i collegamenti di aree intere a rischio di isolamento sociale ed economico.
10) Rilancio del comparto agricolo.
Un settore vitale per l'intera Calabria, a partire dalla valorizzazione di un prodotto unico come il bergamotto (ma non solo, diciamo noi, in quanto penso, pensiamo, ad investimenti per una decisa lotta alle malattie contro l'ulivo, il castagno, il ciliegio, la vite, ecc. ecc.). Un forte intervento pubblico per migliorare un settore di potenziale eccellenza e renderlo in grado di essere competitivo sui mercati globali.
11) Alta velocità.
Perché l'alta velocità deve finire a Napoli? Il consiglio regionale chieda e pretenda rispetto dal governo nazionale e ottenga l'implementazione, anche sul territorio calabrese, di questa importante e strategica infrastruttura tecnologica.
12) Messa in sicurezza del porto di Vibo Marina e del litorale.
La presenza del porto costituisce un’importante opera per il rilancio del sistema economico produttivo dell'intera provincia di Vibo Valentia, sia da un punto di vista turistico che commerciale.
(Vibo Marina ・una frazione di circa 10.000 abitanti del comune di Vibo Valentia in Calabria, situata sul mar Tirreno nel golfo di Sant'Eufemia. Il suo territorio ・sede di una delle pi・significative aree industriali presenti nella provincia, cos・come importante risulta il suo porto, specializzato nella distribuzione dei petroli e del cemento, nel commercio di prodotti ittici e nel turismo (collegamenti da e per le Isole Eolie). ネ sede di una delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera pi・grandi d'Italia (con giurisdizione che va da Nicotera aMaratea), così come è sede del Comando provinciale della Guardia di Finanza ・Fonte: Wikipedia)
13) Immigrazione.
Gli immigrati pongono questioni di gestione in ambito urbano e territoriale con ricadute in termini di sicurezza urbana e conseguenti profili socio-economici.
E' necessario che la classe politica prenda atto di questa pressione umana e crei strumenti legislativi che a loro volta avviino processi virtuosi di ricadute attraverso l'integrazione nelle città, oramai, sempre più, inter-etniche.
14) Avvio di impianti per il riciclaggio dei rifiuti in loco (separazione metalli, ecc.).
15) Per le donne, progetti di lavoro nelle scuole a supporto degli studenti portatori di handicap.


MANIFESTO “NEW DEAL” PER LA CALABRIA...
L'Italia e l'Europa vivono una fase di profonda depressione. Le regioni più deboli, in particolare la Calabria, sono afflitte da un tasso di disoccupazione giovanile che spesso supera il 50%. Il ricco Occidente è diventato, ormai, un luogo di miseria e di esclusione sociale. Non si può negarlo, il dramma storico è sotto gli occhi di tutti noi.
I disoccupati, i precari, i lavoratori mal pagati, gli studenti senza futuro, i pensionati ridotti in miseria, gli artigiani, i commercianti, i professionisti, i piccoli e medi imprenditori, i grandi industriali strozzati dalle banche e dai neo-feudatari globali devono oggi combattere uniti contro un nemico sfuggente e comune. Un nemico occulto, divenuto motore e artefice di una globalizzazione tecnocratica e anti-democratica, che parla in pubblico per bocca dei vari Monti, Draghi, Merkel, Schaüble, Weidmann, Lagarde, ecc., sacerdoti e predicatori di una teologia perversa che distilla, veicola e induce alla venerazione di false credenze e falsi dogmi.
Noi non intendiamo assistere passivamente agli eventi. Vogliamo la salvaguardia delle istituzioni democratiche.
L'Italia, uscita dalla guerra povera, ancora semi-analfabeta e distrutta, divenne in pochi anni una delle principali potenze industriali del pianeta, grazie anche e soprattutto alla pratica e concreta realizzazione del famoso “Piano Marshall”.
Come è stata costruita la ricchezza dell'Occidente post-bellico? Con il pareggio di bilancio? Con il sacrificio del progetto di vita di milioni di individui e famiglie? Con il contenimento del deficit? Con gli investimenti privati presuntivamente stimolati dall'abbassamento del costo del lavoro?
Niente affatto. Il miracolo italiano ed europeo, figlio della lungimiranza delle classi dirigenti statunitensi dell'epoca, è il risultato di politiche esattamente opposte rispetto a quelle ora prevalenti.
La progettazione e l'implementazione di grandi opere infrastrutturali, pianificate e finanziate dai pubblici poteri, diedero stimolo e impulso ad una ripartenza per certi versi eccezionale ed inaspettata delle nazioni del Vecchio continente, in un contesto di welfare diffuso che assicurava a tutti e a ciascuno di essere inserito nel perimetro della dignità umana. Il saggio ruolo esercitato dalle entità dello Stato, accorte nell'esercitare un dinamismo propulsivo per dispiegare adeguatamente il funzionamento di comparti economici dal valore strategico (trasporti, energia, difesa dell'ambiente, ecc.), si rivelava complessivamente benefico, permettendo a tanti bravi imprenditori privati di poter usufruire di quelle infrastrutture materiali e immateriali indispensabili per realizzare legittimi profitti su ampia scala, in grado a loro volta di generare ricchezza, nuovi investimenti e aumento dell'occupazione lavorativa.
Quel mondo - non privo di inefficienze, sprechi, corruttele, enormi margini di miglioramento - in confronto ai plumbei scenari attuali sembra la mitica età dell'oro, una sorta di paradiso in terra.
Quel mondo è crollato sotto le macerie del Muro di Berlino e degli eventi complessi che vi hanno fatto seguito, a livello italiano, euroasiatico, euroatlantico e globale.
Quel mondo e la felice traiettoria dell'uomo sono stati sepolti da un mare di menzogne, che tendono in ultima analisi a cancellare i tanti diritti civili, economici e politici conquistati in quegli anni dalle classi popolari.
Tuttavia, è possibile tornare a vivere una nuova età dell'oro riscoprendo la forza e la validità di un modo di operare già dimostratosi vincente alla prova dei fatti.
Basta con la retorica subdola del rigore dei conti, con l'isteria del pareggio di bilancio e del consolidamento fiscale. Sì alla grande realizzazione di progetti infrastrutturali, anche finanziati in deficit, (ma ciò che oggi è deficit, sapientemente investito, può significare domani aumento del Pil e riduzione dello stesso deficit e del debito pubblico, se e quando ciò occorra) in grado di far ripartire la spirale virtuosa dell'occupazione e della produzione di profitti, a tutela dei progetti di vita di tantissimi giovani e meno giovani drammaticamente esclusi dal mondo del lavoro, disperati, privati della possibilità di esperire una vita degna di essere vissuta.
Un essere umano che non abbia la possibilità di lavorare e guadagnarsi con orgoglio e soddisfazione la propria autonomia materiale non è libero nemmeno a livello morale e spirituale. E un uomo che non sia libero, non può neanche definirsi tale.
Noi proponiamo, quindi, a livello nazionale e sovranazionale, in quanto declinazione regionale del Movimento Roosevelt, di rendere costituzionale il principio della “piena occupazione”, la cui attuazione sia affidata ad Alte autorità per la piena occupazione, composte da rappresentanti del settore pubblico e di quello privato, da forze sindacali e delle varie categorie industriali, commerciali, professionali.
Non proponiamo quindi un reddito di cittadinanza parassitario e dalle possibili ricadute inflazionistiche, ma l'obbligo per i poteri pubblici - in collaborazione con settori privati - di garantire lavoro vero e dignitoso, formazione e aggiornamento professionale continuo. A ciascuno, secondo i propri meriti e talenti, sia data la possibilità di arricchire indefinitamente, ma a nessuno sia negata la possibilità concreta di guadagnare quello che gli occorre per realizzare in modo decoroso e dignitoso il proprio progetto di vita.
L'immissione di nuova forza lavoro genererà in concreto un aumento della produttività e della capacità di consumo delle popolazioni, un circolo virtuoso in grado di supportare la nascita di nuove attività imprenditoriali, commerciali, professionali e artigianali e il rilancio o il consolidamento delle vecchie.
In particolare, pur nel rispetto dei limiti imposti ad un governo regionale costretto a rispondere ad alcuni vincoli di spesa, noi chiediamo espressamente che:
1) Il consiglio regionale si impegni a demistificare l'imbroglio della “virtuosità nei conti”, spiegando ai cittadini come una spesa pubblica lungimirante, strategica e virtuosa altro non sia se non fonte certa di conseguente ricchezza privata per tutti e per ciascuno.
2) Il consiglio regionale metta al centro della sua azione politica l'idea di realizzare la piena occupazione, direttamente o valorizzando dove sia possibile le migliori risorse dell'imprenditoria privata .
3) I pubblici poteri, tornati a rivestire un ruolo fondamentale di propulsione mirata e sapiente, non dovranno garantire salari di sussistenza pagati sulla base della creazione di lavori fittizi o inutili. Al contrario, la Regione dovrà impegnarsi nel progettare e completare opere importanti dal sapore strategico difficilmente alla portata del singolo imprenditore privato.
4) A tal fine, è utile pensare al potenziamento della mobilità, su gomma o di natura ferroviaria, particolarmente carente in alcune zone della Calabria ora isolate e depresse.
5) E' indispensabile poi ripensare un nuovo modello sanitario, in grado di garantire al cittadino quel diritto costituzionale alla salute ora nei fatti negato.
6) La Regione si impegni poi a garantire il massimo sostegno al mondo della cultura e delle Università, consentendo la formazione in loco di vere eccellenze, in grado di trasformare il territorio intero in punto di riferimento per le migliori intelligenze ovunque dislocate.
7) Il consiglio regionale si impegni fin da ora ad ingaggiare un robusto braccio di ferro con il governo centrale, comunicando di non voler accettare la logica dei tagli ma promettendo, al contrario, un progressivo sforamento del deficit di bilancio fino all'avvenuta realizzazione della piena occupazione regionale, al potenziamento del comparto sanitario e al completamento di un piano di opere infrastrutturali, materiali e immateriali.
8) Il consiglio regionale calabrese si impegni a valorizzare il comparto del turismo e del rilancio dei beni archeologici, tutt'ora confinati in uno stato di penosa incuria, attraverso la realizzazione di un alto commissariato regionale, in grado di supervisionare un numero cospicuo di opere pubbliche o private destinate a rendere attrattive le nostre coste.
9) Il consiglio regionale calabrese si impegni a valorizzare l'agricoltura locale e le sue preziose peculiarità (a partire dalla valorizzazione di un prodotto unico come il bergamotto, ma non solo, in quanto pensiamo ad investimenti per una decisa lotta alle malattie contro l'ulivo, il castagno, il ciliegio, la vite, ecc. ecc.), predisponendo inoltre un piano idrogeologico per la salvaguardia dei territori più vulnerabili, accompagnato da un poderoso piano per la messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici pericolanti, e vaste opere di movimento terra, regimazione acque, lotta alle frane, salvaguardia dei fiumi, con l’utilizzo dei fondi europei disponibili (presenti e futuri).
(Fonte: “LIBRO BIANCO PER LA CALABRIA” dell'Associazione “New Deal per la Calabria”, affluente regionale del più generale Movimento Roosevelt)

Addì (domenica) 21 dicembre 2014.